Il 2 luglio 2010 a Tirana Cittadinanza ONLUS in collaborazione con la Comunità Internazionale di Capodarco (CICa) e con il patrocinio dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), della Cooperazione Italiana e della Regione Emilia Romagna ha organizzato una giornata di riflessione sulla malattia mentale e la psichiatria.
Berat (Albania) – Aggiornamento attività – Luglio 2010
Il centro diurno di Berat è stato opportunamente attrezzato, in particolare è stata allestita una palestra di fisioterapia. Questo servizio è stato potenziato nel corso dell’ultimo anno e attualmente il fisioterapista lavora full-time 3 giorni alla settimana, con i bambini del Centro che necessitano questo servizio e con bambini esterni inviati dai Servizi Sociali o dal Servizio di Salute di Base locali. La domanda per questo servizio riabilitativo è comunque superiore alle possibilità di accoglienza che attualmente il Centro può offrire.
Accanto al servizio di fisioterapia, ogni bambino del Centro è attivamente coinvolto in un programma di riabilitazione psico-socio educativo che prevede sessioni di gruppo e individualizzate con personale specializzato. Diretti beneficiari del progetto sono 20/30 bambini tra 3 e 14 anni che vivono a Berat e nell’area circostante e che sono presenti al Centro il pomeriggio da lunedì a venerdì. I beneficiari indiretti sono le famiglie dei bambini disabili (non solo di quelli che partecipano alle attività del centro), i genitori, gli insegnanti delle scuole, gli assistenti sociali e la comunità locale.
Cittadinanza interviene con le seguenti attività:
- Screening dei bambini disabili con il coinvolgimento delle scuole e della medicina di base;
- Diagnosi e valutazione delle abilità residue dei bambini, percorsi riabilitativi
- Riabilitazione fisica e psicomotoria, fisioterapia;
- Sostegno all’inserimento scolastico con programmi didattici ed educativi pomeridiani;
- Iniziative didattiche e campagne informative nelle scuole;
- Sensibilizzazione delle famiglie e di tutta la comunità (operatori socio/sanitari, scuole, governo).
Cittadinanza ha intenzione di proseguire il suo impegno a Berat con l’obiettivo di:
- offrire percorsi riabilitativi ai bambini anche durante la mattinata
- potenziare il servizio di fisioterapia, estendendolo a tutta la settimana
- ampliare il servizio offerto, introducendo la figura professionale del logopedista
- creare un rete con gli altri attori presenti sul territorio che lavorano nell’ambito della disabilità mentale al fine di potenziare i servizi offerti alla popolazione e di promuovere attività di advocacy e sensibilizzazione presso le Autorità municipali e governative (Ministero della Sanità, Ministero degli Affari Sociali)
Thiruporur (India) – Aggiornamento attività
Attualmente i pazienti in cura al Centro, che ricevono trattamento farmacologico gratuito e follow-up da parte dei Community Level Workers sono 214 e vengono da differenti aree intorno a Thiropurur. Altri 6 Community Level Workers hanno ricevuto un’appropriata formazione sul trattamento e il follow-up della disabilità mentale e attraverso il loro lavoro si è potuto ampliare il raggio d’intervento del Centro e si è dato sempre maggior impulso al coinvolgimento delle famiglie. Dei 214 pazienti seguiti al Centro, 205 hanno un disturbo psicotico, 7 disturbi dell’umore, 1 soffre di demenza e 1 di disturbi d’ansia.
Nel 2009 un’altra paziente ha beneficiato del progetto lavoro, attraverso la donazione di due mucche d’allevamento, mentre un altro è stato aiutato ad aprire un piccolo chiosco di generi alimentari attraverso anche l’attiva collaborazione della sua famiglia d’origine, la quale ha contribuito mettendo la metà del comunque esiguo capitale necessario all’avviamento dell’attività. Il progetto è andato a buon fine e il chiosco continua tuttora ad essere aperto e ben gestito.
Al termine dello stesso anno SCARF ha effettuato una ricerca sulla fattibilità di creare dei gruppi di auto-aiuto, il cui obiettivo era quello di fornire dei micro-finanziamenti (soldi in parte messi a disposizione dai membri stessi del gruppo e in parte forniti da donatori esterni, come Cittadinanza) per aiutare i pazienti e le loro famiglie a iniziare piccole attività, in grado comunque di aiutarli nel loro sostentamento quotidiano. Lo studio ha mostrato che la miglior maniera di gestire questi gruppi di auto-aiuto era d’integrare le persona con disabilità mentale nei gruppi di auto-aiuto che già comunque esistevano in quasi tutti i villaggi. Laddove il numero di pazienti con disabilità mentale era molto alto, SCARF ha deciso di creare gruppi specifici di auto-aiuto solo con i pazienti e i loro famigliari. Alla fine del 2009 un primo gruppo di auto-aiuto è stato effettivamente creato ed è stato in grado di procurarsi un contratto con un commerciante locale per creare bambole Tanjole (bambole tipiche della loro tradizione), che vengono pagate 8 rupie al pezzo. Attualmente il gruppo si riunisce al Centro di Thiropurur ed è in grado di creare 10 bambole al giorno, ma con l’esperienza potrebbero arrivare fino a 10-15 bambole al giorno. L’obiettivo è che esso si renda autonomo dal Centro e possa quindi operare a turno in una delle case dei membri del gruppo stesso, per dar modo agli operatori del Centro di supportare la nascita di un secondo gruppo di auto-aiuto.
11-03-2009
Deepa, una ragazza indiana di 22 anni, è stata selezionata per partecipare alle attività generatrici di reddito promosse nel quadro del Programma di Salute Mentale di Comunità dell’Ong Indiana SCARF a Thiruporur, nello stato indiano del Tamil Nadu, sostenuto da Cittadinanza dal 2004.
Deepa vive con i suoi genitori nel villaggio di Moolakalani nel distretto di Thiruporur. Ha frequentato la scuola fino al nono grado; all’età di 15 anni ha dovuto abbandonare gli studi quando per la prima volta si è manifestata una patologia psichiatrica. Nei due anni successivi ha cercato un rimedio al suo stato rivolgendosi a diversi centri a carattere religioso, ma non ne ha tratto alcun beneficio. Per altri due anni è stata seguita da un ospedale governativo, troppo lontano dal suo villaggio per poter assicurare la regolarità delle cure. In quel periodo Deepa ha avuto diverse ricadute.
Dopo quattro anni dall’esordio della sua patologia Deepa è arrivata al Centro di Salute Mentale di Thiruporur, gestito da SCARF con il sostegno di Cittadinanza. Alla prima visita era intimorita, aggressiva, borbottava insensatamente. Già con un mese di assunzione regolare dei farmaci prescritti dalla psichiatra, i sintomi della patologia di Deepa sono scomparsi. Ha ripreso ad aiutare sua madre nei lavori domestici e il passo successivo è stato provare a lavorare per alcune piccole aziende. Una sfida ancora un po’ troppo impegnativa per le sue condizioni. La ragazza non è riuscita a mantenere nessun posto di lavoro. Ma Deepa ha espresso tenacemente il desiderio di impegnarsi in un’attività lavorativa che l’aiuti a riappropriarsi della ‘normalità’.
Cinque anni fa lei e la sua famiglia avevano una mucca che era stata poi venduta per poter comprare i farmaci che le servivano. Con il sostegno dei suoi familiari non avrà quindi difficoltà ad allevare la mucca da latte che, nell’ambito delle attività generatrici di reddito sostenute da Cittadinanza, le è stata affidata dagli operatori di SCARF a fine febbraio.
Chiunque può contribuire a iniziative come queste, attraverso una donazione a Cittadinanza (causale progetto Thiruporur). Deepa e tutti coloro che potranno partecipare al programma di reinserimento socioeconomico ve ne saranno immensamente grati!









