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"Si sa: Lo sguardo di un bambino arriva in profondità,tanto che a volte ti mette a disagio. Quello di un bambino che soffre, poi, Leggi

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Il racconto dell’ultima visita alla Paolo’s Home di Kibera

Cari amici,

dal 17 marzo al 4 aprile 2014 i collaboratori di Cittadinanza Onlus ed alcuni volontari sono stati a Nairobi, per la quinta volta in due anni, per visitare e collaborare alle attività della Paolo’s Home che Cittadinanza Onlus sostiene da Gennaio 2013. Il centro e’ ai margini dello slum di Kibera, un’enorme baraccopoli dove una popolazione di qualche centinaio di migliaio di persone vive in condizioni di estrema povertà, in piccole baracche, quasi tutte di lamiera, segmentate da viottoli di terra battuta, se non piove, senza accesso a bene essenziali quali l’acqua. Qui  intere famiglie, mediamente con non meno di 2-3 bambini, abitano condividendo il piccolo spazio interno e gli spazi esterni con i vicini, anche con solidarietà ed aiuto reciproco seppur in  una  condizione di miseria per noi terribile, disperante, che interroga e colpisce cuore e mente. Potete immaginare in questo contesto la vita dei più indifesi e dei meno abili, delle persone con handicap, sofferenza fisica o  mentale, specialmente se  bambini. Una sottocultura prevalente, di superstizione e pregiudizio induce a ritenere una maledizione o una colpa delle madri, soprattutto, il dramma di tanti piccoli disabili, per i quali stigma, isolamento, trascuratezza e violazione dei basilari diritti di una vita degna, sono realtà quotidiana. Alcuni di questi bambini però dal 2008 hanno la possibilità di trovare un aiuto alla Paolo’s Home, dove ogni giorno operatori qualificati e molto dediti cercano di offrire loro un sostegno adeguato e cure preziose. Dal 2008 con un servizio di fisioterapia che tratta mediamente oltre una cinquantina di bambini con differenti patologie, di natura genetica, traumatica, neurologica, nutrizionale, psichiatrica: come  paralisi cerebrali, sindrome di Down, spina bifida, epilessie, ritardi nello sviluppo di vario grado, autismo. Dal luglio 2013 è in funzione il Centro Diurno che accoglie dieci bambini dal lunedì al venerdì dalla mattina al pomeriggio, che condividono insieme un ambiente di trattamento individuale, gioco e di educazione informale, nonché colazione e pranzo ogni giorno. A questi  bambini offriamo diverse prestazioni, oltre alla fisioterapia, quali educazione specializzata, sostegno psicoeducativo, logopedia, terapia occupazionale. I genitori dei bambini, in molti casi madri single, vengono coinvolti nel processo riabilitativo dei propri figli e ricevono sostegno psicologico individuale e di gruppo dalla psicologa del Centro. La Paolo’s Home può contare su uno staff multidisciplinare, di professionisti locali, che  non solo operano nel centro con piani di trattamento individuali, ma effettuano anche  regolari visite ed interventi domiciliari e sociali, ai fini di una sensibilizzazione e germinale coinvolgimento della comunità per contrastare stigma, isolamento, discriminazione, emarginazione.

Per Cittadinanza  è importante che il Centro Diurno sia un percorso di trattamento e cura, di recupero e sviluppo di abilità ai fini di  un reinserimento, non sempre facile, per l’estrema povertà del contesto, nella  comunità di appartenenza e principalmente un accesso a un percorso educativo nelle scuole pubbliche, con molto minore evenienza di fallimenti e  marginalizzazione, abbandono ed espulsione: cioè il raggiungimento del diritto di piena e uguale cittadinanza. Come “Cittadinanza” siamo qui per promuovere cittadinanza nella comunità per la comunità.

Innocent è un bambino di 3 anni che vive da solo con la sua mamma Clarice. Ha cominciato ad assistere alle sessioni di fisioterapia nel 2012 perché soffriva di rachitismo e presentava un ritardo significativo nello sviluppo motorio e cognitivo. A Luglio 2013 Innocent è stato inserito nel Centro Diurno, alle cui attività ha partecipato con costanza. Attualmente Innocent è perfettamente in grado di camminare da solo, di nutrirsi da solo, parla e si relaziona positivamente con gli altri bambini ed adulti. Per questo, in accordo con la madre, Innocent a Luglio di quest’anno lascerà il centro per la scuola materna pubblica, poiché ora possiede le capacità d’interagire con i suoi pari e trarre ulteriore vantaggio dalla nuova esperienza educativa.

Diana ha 3 anni e mezzo ed ha la sindrome di Down. Vive nello slum di Kibera con entrambi i genitori. Quando ha iniziato a venire al Centro presentava ritardi significativi in tutte le aree di sviluppo, mentre ora cammina e comincia a parlare. La psicologa sta accompagnando i genitori nel percorso di comprensione della condizione genetica di cui la loro bimba è portatrice e di ciò che questo significa per il suo successivo sviluppo. Anche per Diana è previsto a breve l’inserimento nelle scuole materne pubbliche.

Peter è un bambino di 3 anni che è nato con una grave forma di paralisi cerebrale e  vive da solo con la madre Mary, impiegata al Centro Diurno nella preparazione dei pasti per i bambini. Peter non è in grado di camminare, ma da quando partecipa alle attività del Centro, riesce a stare seduto da solo ed ha molto migliorato la motilità degli arti superiori, per esempio è in grado di allungare la mano per salutare o riesce a muovere autonomamente dei giochi davanti a sé. Prima non riusciva ad esprimersi verbalmente, mentre ora dice poche parole e sa riconoscere ed indicare tutti gli oggetti intorno a sé o le parti del suo corpo, così come cerca sempre di più il contatto con gli altri bambini, mostrando un’accresciuta interazione sociale.

Dillan ha 6 anni e dopo uno sviluppo normale, due anni fa ha subito un incidente che lo costringe in una sedia a rotelle. Presenta problemi di motilità degli arti inferiori ed anche di quelli superiori. Il trauma ha inoltre determinato problemi del linguaggio e cognitivi. Da quando viene al Centro, Dillan è in grado di muovere molto meglio gli arti superiori, tanto da riuscire a reggere autonomamente un pezzo di pane od un frutto e mangiarli da solo; è migliorato sul piano del linguaggio e riesce a leggere e riconoscere lettere e numeri. Dillan apprezza molto la compagnia degli altri bambini e l’interazione con loro. Dalla sua sedia osserva tutto attentamente ed ha un’espressività nello sguardo così intensa e profonda, riflessiva sul mondo che lo circonda, che commuove.

Tutti questi bambini arrivano al Centro il mattino e dopo la colazione tutti insieme, condividono un primo momento di gioco comune con gli educatori del centro e poi vengono divisi in piccoli gruppi per attività di educazione informale più specifiche o attività di logopedia; l’educatrice specializzata coinvolge ognuno dei bambini in sessioni di lavoro individuali in cui si stimolano maggiormente i bambini in accordo con il piano di sviluppo personalizzato che ciascuno di loro ha. Dopo il break del mattino si organizzano attività di gioco all’aperto ed a turno i bambini effettuano le sedute di fisioterapia. Dopo il pranzo, alcuni bambini riposano, mentre gli altri vengono coinvolti in altre attività psicoeducative. Alle 16 le mamme vengono a prendere i loro bambini per riportarli a casa.

Questo resoconto delle giornate alla Paolo’s Home e delle storie di alcuni bambini speriamo trasmettano gli intenti ed il senso della nostra presenza, delle finalità del progetto educativo e riabilitativo e parte delle emozioni che proviamo nel lavorare nel centro.Vorremmo che sempre più amici e sostenitori, come Monica Marcucci e Giorgio Benelli per  seconda volta con noi a Nairobi, possano venire a conoscere questa realtà e a loro volta raccontarla come testimoni partecipi di quanto sia possibile incidere su una realtà complessa, di grande povertà, di dignità nella sofferenza e di speranze che si alimentano nella realizzazione di progetti come questo nostro, in cui kenioti, italiani e slovacchi contribuiscono alla cura e riabilitazione dei bambini con handicap dello slum di Kibera.

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Presentazione del Progetto Paolo’s Home

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A Positive Journey-Progetto Europeo, Grundtvig Lifelong Learning Programme

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