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Il ritratto di Jackson- la testimonianza di Alessandro

Ciascuno di noi immagino abbia qualche oggetto, qualche immagine, qualcosa che funzioni da promemoria e da motivatore, che ci ricordi perchè valga la pena fare quello che facciamo, e perchè vada fatto con impegno. Io ne ho più d’uno, ma quello che ho scelto di piazzare in ufficio, in bella vista, stampato grande, è il ritratto di Jackson. Tre anni fa l’ho conosciuto a Paolo’s Home, stava seduto sul seggiolino per auto che i dott. Bilancia e Melella avevano acquistato per lui l’anno prima, per consentirgli di mantenere una posizione adeguata, confortevole, con un contatto visivo costante e la possibilità di indicare, afferrare, sperimentare quel poco (ma prezioso) che la paralisi cerebrale gli consente di fare. La vitalità con cui cercava il mio sguardo, con cui reclamava la sua legittima dose di attenzione, non mi ha lasciato indifferente.

Ogni giorno entro in ufficio e incrocio i suoi occhi, è lì che mi aspetta appeso al muro e sembra dirmi “Coraggio, metticela tutta. Conto su di te”. In realtà Jackson può contare anche molto su di sè, sui suoi talenti, sulla sua determinazione.
Pochi giorni fa l’ho incontrato di nuovo. E’ stato inserito in un’ottima scuola, la Good Samaritan Primary School, in una classe inclusiva. Ha iniziato a parlare. La strada per lui è ancora in salita, ma la determinazione non gli manca di certo. Incontrarlo mi ha fatto immensamente bene. Il mio debito nei suoi confronti continua ad aumentare, dovrò proprio lavorare sodo per sdebitarmi”.

 

29/06/2019, Alessandro Latini (direttore e responsabile progetti di Cittadinanza Onlus)