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Compleanno solidale: la testimonianza di Alberta

Alberta è una sostenitrice di Cittadinanza Onlus. In occasione del suo 60°compleanno ha invitato amici e parenti a fare una donazione per i bambini disabili del Centro Paolo’s Home, in Kenya.

Quest’anno compio 60 anni, un buon traguardo.
La consapevolezza che qualcuno ha molto meno di noi e che noi siamo fortunati ad essere nati in Occidente ti viene per vari motivi, motivi forti che toccano nel profondo, che ti fanno capire che la vita è un attimo e che devi viverla, motivi che ti fanno fare dei triage tra ciò che è veramente utile e importante e cosa è futile.

A me è venuta in conseguenza ad un tumore al seno, curato dieci anni fa nei migliori dei modi perché potevo, ma che mi ha fatto pensare a quelli che non possono, e ce ne sono tanti. Durante questi anni ho iniziato a fare piccole donazioni a Medici Senza Frontiere (quei 14€ al mese), a Emergency e così mi sarebbe piaciuto fare qualcosa di più. Frequento Monica da moltissimi anni e lei inizia a parlarmi di Cittadinanza Onlus, che organizza piccoli eventi carini ai quali partecipo sempre, insomma capisco che è una piccola associazione che forse non ha le stesse risorse di Gino Strada o di Medici Senza Frontiere.

Così mi chiedo cosa potrei fare per partecipare attivamente nel sostenere Cittadinanza. Arriva il mio sessantesimo, voglio fare una super festa con i amici da tutto il mondo, è un momento importante per me ma soprattutto amo avere i miei amici tutti insieme e divertirmi con loro.

Compleanno Solidale, non il solito regalo

Nell’organizzare inizio a pensare che forse di tutti quei regali che potrei ricevere non è che mi interessino molto, anzi, io ho tutto e quello che non ho me lo compro. Ricevere le solite cose, braccialetti, sciarpe, ecc..di tutto questo ho già pieni i cassetti, l’armadio. Cose che languono e invecchiano senza essere magari usate perché non ti piacciono e per educazione non le cambi, dai basta! Poi c’è Salvini con la sua politica di odio per chi non ha e che ipocritamente (non solo lui) dice aiutiamoli “a casa loro”, ecco! Aiutiamoli!

Così ho deciso che per sostenere i miei 60 anni (che ho definito 6.0, una sorta di rinascita), da cui il significato della foto e delle mani di Lorenzo Quinn che sostenevano Venezia (io sono veneziana), non volevo regali ma una donazione. Così ho pensato a Cittadinanza, ne ho parlato con Monica che l’ha ritenuta un’ottima iniziativa e poi ho preso contatto con voi e così è andata. Lo spirito della festa era subordinato all’aiuto del prossimo, divertirsi perché si sta facendo qualcosa di utile.

In realtà ero molto titubante sulla partecipazione alla donazione da parte dei miei ospiti, non mi sarei mai aspettata una partecipazione così attiva.
E’ stata una cosa bellissima, tutto è andato benissimo e mi ha resa orgogliosa dei miei amici che hanno dato molto più di quanto avrebbero dato per un semplice regalo, che implica anche uno sbattimento che magari vorresti volentieri evitare. Ed io alla fine ero felicissima e gasatissima per ciò che ero riuscita a fare per me e per gli altri. La cosa più bella è stata la sensazione di leggerezza che ho sentito per non aver dovuto spacchettare cianfrusaglie che non sarebbero servite a nulla se non a fare della nuova polvere.

Diciamo che la donazione può essere un metodo alternativo alla teoria di Marie Kondo.
Alberta

1.635 grazie!

Grazie a questa iniziativa Alberta ha raccolto 1.635 € che serviranno a finanziare i percorsi riabilitativi per i bambini disabili del centro Paolo’s Home.
Se anche tu vuoi organizzare una raccolta fondi in occasione del tuo compleanno, scopri come organizzare una raccolta fondi solidale.