Dal 2002 al 2011 Cittadinanza, in collaborazione con il suo partner storico nel paese, la Fondazione albanese Shen Asti, ha supportato e gestito un Centro Diurno per bambini con disabilità mentali e fisiche a Berat.

Il problema

In Albania meno del 10% dei bambini affetti da disturbi neuropsichiatrici riceveva assistenza. La gran parte vivevano isolati e nascosti tra le mura domestiche. Uno studio del 2002 sugli indici di qualità di vita in Albania indicava nel 14% la quota di bambini in condizione di malnutrizione sotto i 5 anni, causa diretta di disturbi neuropsichiatrici. Molti dei bambini con sofferenze mentali vivevano in totale isolamento, nascosti tra le mura delle loro case e altri ancora segregati in istituti manicomiali pubblici, senza contatto con il mondo esterno.

Nel manicomio di Berat, all’epoca, vivevano circa 50 tra bambini e adolescenti, in condizioni inimmaginabili, nella mancanza di igiene più assoluta, nella totale assenza di cure. Raggiunta la maggiore età venivano trasferiti nel manicomio per gli adulti dove le condizioni non erano di certo migliori. Un destino dunque segnato, senza nessuna possibilità di riscatto, una vita vissuta nell’isolamento e nel maltrattamento.

 

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La risposta di Cittadinanza

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Dal 2002 al 2005 Cittadinanza, in collaborazione con la Fondazione albanese Shen Asti, ha supportato e gestito un Centro Diurno per bambini con disabilità mentali e fisiche, nel centro di Berat.

Il progetto era nato per offrire ai bambini e ragazzi del manicomio pubblico locale una possibilità di accesso ai servizi di riabilitazione e al tempo stesso l’opportunità di uscire durante il giorno dalle mura dell’istituto. Il Centro ha poi esteso le sue attività anche a bambini provenienti dalle famiglie, utilizzando un modello di riabilitazione ed integrazione sociale di comunità.

Dal 2007 al 2010 Cittadinanza ha realizzato la seconda fase del progetto, rafforzando l’intervento già intrapreso a Berat mantenendo l’obiettivo di favorire l’inclusione dei bambini che soffrono di un disturbo neuropsichiatrico (autismo, ritardo mentale, psicosi infantili, encefaliti ecc.) nella società e nel sistema scolastico e di promuovere i loro diritti come definiti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità del 2007.

Il progetto ha ottenuto:

la costruzione di un edificio apposito che ospita circa 20-30 bambini disabili

l’offerta di servizi riabilitativi specialistici a livello ambulatoriale anche per i bambini che non sono inseriti nelle attività quotidiane del Centro

il coinvolgimento delle famiglie e di tutta la comunità (operatori socio/sanitari, scuole, governo) attraverso opere di sensibilizzazione e campagne di informazione

la creazione di un legame stabile con il sistema scolastico

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per approfondire leggi la scheda completa del progettoAdobe-PDF-Document-icon
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