I protagonisti del progetto di Vellore
CATHERINE & INBARAJAN – BEST NEW LIFE SHELTER (BNLS)
Mi chiamo Catherine, mio marito è Inbarajan e lavora presso la Banca di Stato dell’India (SBI – State Bank of India); viviamo ad Arcot, una cittadina agricola del distretto di Vellore che si trova nello Stato indiano del Tamil Nadu. Abbiamo due figli: Paul Prashanth che ha un ritardo mentale e Jennifer che si sta specializzando in un ospedale privato di Mumbay.
Quando nostro figlio aveva sei mesi si è ammalato e ha manifestato i sintomi di un ritardo mentale. Abbiamo provato a fare di tutto arrivando a toccare la disperazione e la pena più profonda per la condizione in cui versava. Con la speranza e con tutte le risorse economiche che avevamo a disposizione l’abbiamo curato e, grazie ai nostri sforzi, all’età di 5 anni riusciva a sedersi e a gattonare anche se era un bambino malato.
La nostra esperienza ci ha fatto comprendere che i malati mentali non gravi, grazie ad una formazione continua e alla riabilitazione, possono migliorare le loro abilità fino ad arrivare a soddisfare i propri bisogni quotidiani. Abbiamo riflettuto sulla triste condizione in cui si trovano i familiari di coloro che, più poveri di noi, soffrono di una qualche malattia mentale e abitano nei villaggi vicini.
Con questa consapevolezza e nonostante le scarse risorse economiche abbiamo fondato, nel gennaio 2003, il centro Best New Life Shelter (BNLS) per bambini che soffrono di disturbi neuropsichiatrici. Con il budget a nostra disposizione abbiamo provveduto al cibo, ai trasporti, alle medicine, al salario per lo staff ed alle altre spese necessarie. Ci hanno aiutato le donazioni provenienti da altri paesi.
All’inizio abbiamo voluto capire quali erano le dimensioni del problema e il numero dei bambini affetti da ritardo mentale nella città di Arcot e nel distretto di Vellore. Abbiamo quindi potuto metterci in contatto con le loro famiglie e offrire loro i servizi essenziali. Siamo andati a visitarli e li abbiamo convinti a mandare i propri figli al nostro centro. Infatti soprattutto nelle aree rurali i bambini affetti da malattie mentali non hanno accesso alle cure necessarie e sono esposti a maggiori rischi ambientali e alla segregazione.
Dopo qualche anno abbiamo potuto ampliare la nostra struttura riuscendo a curare 46 bambini di diverse età con vari gradi di malattia come il ritardo mentale o la paralisi celebrale. Inoltre siamo ora in grado di offrire servizi sul territorio attraverso visite personalizzate a casa dei bambini affetti da ritardo mentale. Abbiamo uno staff che comprende fisioterapisti, terapeuti professionisti, educatori e istruttori professionali oltre a cuochi, inservienti, custodi e personale di sicurezza. Tra lo staff ci sono due disabili.
I bambini del nostro centro oltre a ricevere le cure e la fisioterapia imparano a svolgere quelle attività quotidiane gravemente compromesse dalla loro disabilità; hanno a disposizione le strutture per giocare, fare teatro e danza; possono seguire corsi di formazione professionale per la confezione di buste, candele, saponi, e la preparazione di disinfettanti. Ai familiari insegniamo a dare le cure adeguate ai propri figli anche a casa, li incoraggiamo ad accettare i propri figli malati e a non isolarli.
