Serbia
IL PROBLEMA
In Serbia sono presenti più di 60 istituzioni di tipo manicomiale dove vengono internati migliaia di bambini affetti da disabilità fisiche e mentali. All’interno di queste grandi strutture le condizioni di vita sono atroci ed i bambini da quando entrano vi risiedono per tutta la vita.
L’aria che si respira e gli odori di questi ‘lager‘ sono insopportabili, cui si unisce sporcizia, acqua gelata, fumi del rancio e muffa dei muri scrostati. Molti bambini presentano segni di denutrizione, pelle piagata, ferite provocate da risse e scatti d’ira incontrollati. A volte imprigionati nella camicia di forza non possono neanche giocare tra di loro, rimangono con lo sguardo perso e il volto segnato dalla sofferenza.
L’approccio ancora utilizzato dai servizi socio-sanitari locali prevede uno screening effettuato nella primissima infanzia che stabilisce, con valutazioni estremamente superficiali, se un bambino è in grado di vivere nella società. Una disfunzione lieve o mal accertata può condurre un bambino verso percorsi di isolamento e abbandono.
La gravità delle condizioni di vita nei manicomi serbi viene denunciata anche in un rapporto pubblicato nel novembre 2007 da Mental Disability Rights International che accusa la Serbia di tortura e di abusi contro bambini ed adulti con disabilità mentali e fisiche (http://www.mdri.org/).
LA RISPOSTA DI CITTADINANZA
Nel 2002 Cittadinanza ha aperto nella città di Smederevska Palanka, a sud di Belgrado, un Centro Diurno per la cura di bambini e adolescenti affetti da malattia psichica grave, in collaborazione con Save the Children, il Ministero degli Affari Sociali serbo e le autorità locali, .
Il Centro Diurno è stato il primo in tutta la Serbia che rispetti gli standard europei, per diversi bambini è stata un’alternativa all’internamento in manicomio, ed è quindi divenuto un modello terapeutico da proporre nel percorso di chiusura dei grandi istituti psichiatrici.
Nel 2003 Cittadinanza ha aperto un altro centro diurno a Pozarevac.
Il Ministero degli Affari Sociali si era impegnato ad aprire altri 20 centri dislocati in tutta la Serbia, ma a distanza di cinque anni, il governo centrale non ha compiuto alcun passo significativo nella chiusura dei manicomi.
Cittadinanza ha quindi deciso di intraprendere una verifica delle condizioni dei servizi di salute mentale in Serbia con lo scopo di valutare modalità di collaborazione con il Governo per la deistituzionalizzazione dei manicomi e l’attivazione dei centri diurni.
• I piccoli ‘dannati’ serbi, di Lucas Duran
• La storia di Madlen e di una Serbia a due velocità, di Anita Marini
