Cittadinanza

Vietnam

 

IL PROBLEMA
In Vietnam solo un’esigua parte del territorio è coperta dai servizi di salute mentale. Come nella maggioranza dei paesi a basso reddito, i servizi socio-sanitari destinati alla Salute Mentale sono estremamente deficitari e, quando presenti, sono centralizzati nelle zone urbane. Per lo più si tratta di grandi manicomi che drenano la maggior parte delle risorse disponibili per la Salute Mentale.

A livello territoriale viene utilizzato un approccio di emergenza/assistenza piuttosto che riabilitativo: per persone con sofferenze psichiche ciò comporta l’allontanamento e l’emarginazione dalla comunità in cui vivono, che genera ulteriore sofferenza e contribuisce a mantenere cronico lo stato di malattia.

Dal 2001 il Ministro della Salute ha intrapreso il “National Mental Program” allo scopo di implementare i servizi di salute mentale con un approccio comunitario, secondo il quale i pazienti che richiedono cure di tipo psichiatrico devono ricevere le cure idonee sul territorio.

I trattamenti psichiatrici accessibili a livello locale devono essere in grado di rispondere ad ogni bisogno del paziente e dovrebbero avere come ultimo obiettivo quello di rendere le persone con disturbi psichiatrici, in grado di essere autonome, integrate nella società e supportate da essa.

LA RISPOSTA DI CITTADINANZA
Cittadinanza, ritenendo prioritario l’utilizzo di un approccio comunitario nello sviluppo del sistema di salute mentale, ha deciso di sostenere  finanziariamente il governo vietnamita nello sviluppo del suo programma nazionale.

Con il supporto tecnico dell’OMS, il Ministro della Salute del Vietnam ha condotto una valutazione utilizzando il ‘World Health Organization Assessment Instrument for Mental Health System’ (WHO-AIMS), uno strumento per la raccolta di informazioni sui sistemi di salute mentale.

Tale mappatura è fondamentale per definire un piano di intervento efficace e per monitorare i successivi cambiamenti, ma è essenziale che venga effettuata da coloro che lavorano a livello locale: solo in questo modo gli attori della salute mentale possono prendere coscienza della loro situazione e quindi, fin dall’inizio, essere coinvolti in un percorso di reale cambiamento.

Dalla mappatura è emerso che:

  • la rete dei servizi di salute mentale è insufficiente;
  • i servizi di salute mentale sono prevalentemente di tipo residenziale;
  • la legislazione relativa ai diritti umani è ancora inadeguata;
  • la medicina di base non è sufficientemente formata sulle patologie psichiatriche;
  • non esistono associazioni di pazienti né di famigliari.

I risultati di questo studio sono stati pubblicati in: ‘WHO-AIMS, Report on Mental Health System in Vietnam’ (www.who.int/mental_health/evidence/who_aims_report_viet_nam.pdf).

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