Cittadinanza

Salute Mentale: Cittadinanza e l’OMS


Una conversazione con Benedetto Saraceno, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell´Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

Quale è la situazione della Salute Mentale nei paesi poveri?
E´ difficile dare una risposta esaustiva data la estrema eterogeneità delle situazioni sociali, politiche,culturali e religiose.
La povertà è certamente un fattore determinante sia per la insorgenza sia per il decorso di molte malattie mentali.
Tuttavia sarebbe più corretto parlare di soggetti poveri più che di paesi poveri. Infatti molti problemi di salute mentale sono trasversali ai paesi e accomunano i poveri dei paesi poveri a quelli dei paesi ricchi.

La depressione maschile ad esempio ha fra i suoi determinanti la disoccupazione e quella femminile la condizione oppressiva sofferta da madri lavoratrici di basso reddito. Questi determinanti sono comuni sia a paesi ricchi sia a paesi poveri.

Certamente certe condizioni come ad esempio il ritardo mentale sono piu’ presenti in paesi poveri ove condizioni rischiose per il parto e i rischi di infezioni neonatali sono piu’ frequenti.
La incidenza delle psicosi, come la schizofrenia, sembra simile in tutti i paesi e sembra non essere influenzata dalla condizione socioeconomica.

Il suicidio è un fenomeno che troviamo soprattutto nei paesi dell’est europeo (i primi dieci paesi con i più alti tassi di suicidio sono tutti est europei) ed è molto probabile che il drammatico disfacimento sociale prima che economico del blocco comunista abbia giocato un ruolo preminente nel determinismo sociale del suicidio giovanile in questi paesi.

Se le condizioni storiche e socioeconomiche dei paesi hanno in parte a che fare con la insorgenza di molte malattie mentali certamente tali condizioni hanno moltissimo a che fare con i modi con cui i paesi rispondono attraverso i loro sistemi sanitari alla domanda di cura che i cittadini formulano. Ma anche in questo caso bisogna evitare la semplificazione: povertà = cattivi servizi; ricchezza = buoni servizi.

Le cose sono assai più complesse in quanto i servizi di salute mentale sono fortemente determinati dalla ideologia medico-sanitaria che un paese adotta e sovente paesi ricchi esprimono pessimi servizi di salute mentale e paesi poveri esprimono servizi di salute mentale molto più adeguati di quanto ci si potrebbe attendere.

Gli obiettivi dell´OMS rispetto a questa situazione?
Obiettivi molteplici e schematicamente riassumibili in sei strategie:
1. aumentare la sensibilità dello Stato nei confronti dei
problemi di salute mentale che troppo spesso sono
ignorati o sottovalutati (anche dal punto di vista del
finanziamento ai servizi);
2. porre la questione dei diritti umani e di cittadinanza al centro della agenda di sviluppo e di sanità pubblica dei governi;
3. migliorare le legislazioni;
4. generare politiche di salute mentale e sviluppo di servizi con forte orientamento comunitario;
5. disseminare conoscenze tecniche adeguate non solo tra gli specialisti (spesso inesistenti nei paesi poveri) ma fra tutti i professionali della salute;
6. dare voce alle istanze degli utenti e dei loro famigliari;

Tali strategie si articolano ovviamente in forme diversissime a seconda dei paesi in cui si opera.

Quale ruolo può avere una associazione come Cittadinanza nella collaborazione con la OMS?
Le organizzazioni della società civile possono giocare un ruolo chiave con la OMS.
Possono aiutare la Organizzazione a non perdere di vista le istanze reali della società, possono aiutare a identificare nuovi problemi e soprattutto nuove risposte, possono svolgere funzioni di denuncia (soprattutto per quanto riguarda i diritti umani) che organismi intergovernamentali come la OMS a volte non possono svolgere pienamente.

Cittadinanza sta aiutando la OMS con un supporto finanziario che è per molti versi piu’ libero di quello dei donatori piu’ istituzionali e ufficiali. I piccoli progetti che Cittadinanza finanzia vengono «pensati insieme» alla OMS, possono essere piu’ facilmente «valutati» dal donatore. Vi è una dimensione «piccola» che rende concreti gli obiettivi e stabilisce un legame diretto fra donatore e recipiente: tale dimensione è difficile da raggiungere con i grandi donatori ufficiali.

Direi, in altre parole, che esiste una «nicchia» molto speciale nel complesso panorama della cooperazione internazionale che solo alleanze come quella fra Cittadinanza e OMS possono riempire.
Infine associazioni come Cittadinanza possono anche essere partners tecnici della cooperazione con OMS offrendo dunque non solo denaro ma anche expertise tecnico.

Benedetto Saraceno
Direttore
Dipartimento di Mental Health and Substance Abuse
OMS, Ginevra

Primo meeting internazionale