L’Etiopia, con i suoi 123 milioni di abitanti, si classifica come il secondo Paese più popoloso dell’Africa, e il 75% della sua popolazione ha meno di 25 anni. Nonostante una crescita economica significativa, il Paese rimane tra i più poveri del continente, con marcate disparità nell’accesso ai servizi sanitari, in particolare nelle aree rurali dove vive circa l’84% della popolazione.

Questa realtà si intreccia drammaticamente con la situazione dei bambini con disabilità. Secondo l’UNICEF (2018), circa il 9,3% della popolazione etiope (circa 7,8 milioni di persone) vive con una qualche forma di disabilità, e il 30% di questi sono bambini e giovani sotto i 25 anni. La maggior parte di loro risiede in zone rurali, con scarso accesso a servizi diagnostici, riabilitativi, scolastici e sociali.

Il circolo vizioso: povertà, malnutrizione e disabilità

La povertà e la malnutrizione sono due elementi che innescano un circolo vizioso, aggravando le condizioni dei bambini e bambine con disabilità. L’accesso ai servizi sanitari nelle aree rurali è quasi esclusivamente limitato agli eventi acuti, mentre il trattamento di patologie croniche, come molte condizioni legate alla disabilità, presenta ostacoli logistici ed economici insormontabili. Questa carenza si traduce nella mancanza di diagnosi tempestive e, di conseguenza, nell’impossibilità di interventi riabilitativi precoci, portando allo sviluppo di complicanze ortopediche che limitano gravemente le possibilità di recupero funzionale.

Come è noto, un’adeguata nutrizione è fondamentale per lo sviluppo di ogni bambino, ma diventa ancora più cruciale per i bambini e le bambine con disabilità. La malnutrizione può compromettere il loro sviluppo fisico e cognitivo, ritardare il recupero da eventuali interventi medici e peggiorare le condizioni di salute preesistenti. Questo non solo influisce sulla loro qualità di vita, ma limita anche l’accesso all’istruzione e all’inclusione sociale, perpetuando un ciclo di svantaggio.

Il nostro Impegno: rompere il ciclo della malnutrizione

Per affrontare questa complessa problematica, durante la fine nei i primi mesi del 2025 è stato implementato un programma di supporto nutrizionale integrato. L’intervento è stato  possibile anche grazie al contributo di numerosi amici e sostenitori, tra cui in particolare ringraziamo la Fondazione Museke (https://www.fondazionemuseke.org/).

Da febbraio ad aprile, gli operatori dell’associazione VCBRA (Vision Community Based Rehabilitation Association), nostro partner sul campo, hanno fornito un supporto nutrizionale completo a 50 bambini con disabilità. Questo intervento mirato ha permesso di colmare le carenze alimentari critiche identificate in precedenza attraverso valutazioni approfondite.

In collaborazione con gli esperti di nutrizione dell’Ospedale St. Luke di Wolisso, il programma ha distribuito pacchetti mensili di cereali contenenti sorgo, fagioli, ceci, orzo, mais, piselli, farina fortificata speciale e teff. Questi ingredienti sono stati scelti non solo per il loro elevato valore nutritivo, ma anche per la loro accessibilità economica e la rilevanza culturale, garantendo sostenibilità grazie all’approvvigionamento di prodotti locali. La loro combinazione fornisce proteine essenziali, vitamine, minerali e fibre, tutti nutrienti cruciali per i bambini con disabilità che spesso presentano vulnerabilità nutrizionali più elevate.

I primi riscontri dai caregiver dei bambini beneficiari hanno già evidenziato un miglioramento dei livelli di energia e dell’appetito, dimostrando l’impatto positivo del programma sulla loro salute e benessere generale.

Attraverso queste azioni concrete, il nostro progetto mira a spezzare il circolo vizioso tra povertà, malnutrizione e disabilità, garantendo ai bambini etiopi con disabilità l’opportunità di crescere in salute, accedere ai servizi essenziali e sviluppare il loro pieno potenziale. Il lavoro sulla nutrizione, insieme alla riabilitazione e al supporto psicosociale, rappresenta un pilastro fondamentale per costruire un futuro più equo e inclusivo.