A Marzo 2025 un gruppo di viaggiatori ha visitato i progetti di Cittadinanza Onlus a Nairobi conoscendo i bambini e le famiglie assistiti dell’associazione.
Durante il viaggio, c’è stata l’inaugurazione del nuovo centro costruito da Paolo’s Home e Cittadinanza nel povero quartiere di Riruta. Qui i servizi per le persone con disabilità sono scarsi e tante famiglie vivono in condizioni di grande fragilità socio-economica.
Maurizio Focchi balla insieme al personale di Paolo’s Home, il nuovo centro per bambini e bambine con disabilità di Riruta che proprio il presidente di Cittadinanza onlus ha inaugurato lo scorso marzo, accompagnato da un gruppo di sostenitori il cui impegno ha permesso di raccogliere fondi per circa 40.000 euro attraverso la raccolta “Metti il cuore in valigia”.
Una festa per tutte le famiglie che possono beneficiare dei servizi per i loro bimbi, una festa soprattutto per tutta la onlus riminese che ha visto realizzato così il sogno di dare una risposta concreta ai bisogni dei bambini nati in uno dei quartieri più poveri di Nairobi.
E cosa meglio di un ballo può mostrare la gioia di un traguardo raggiunto?
Quando 13 anni fa l’imprenditore riminese è volato in Kenya per toccare con mano le necessità delle famiglie con bambini con disabilità mai avrebbe immaginato che potessero diventare ben due i centri con fisioterapisti, logopedisti e tanti altri professionisti che aiutano i bimbi in una crescita che senza Cittadinanza sarebbe loro negata.
Lo ha ricordato proprio il presidente Maurizio testimoniando la sua ultima esperienza di viaggio a Nairobi:
“Era fondamentale coinvolgere le mamme, spesso isolate dalle loro famiglie e oppresse da un profondo senso di colpa, perché la credenza popolare le considera punite da Dio con un figlio disabile per qualche peccato commesso. I bambini non possono raggiungere il centro da soli: senza il supporto delle madri, resterebbero abbandonati nelle baracche in cui vivono, destinati a rimanere lì”.
Con il nuovo centro di Riruta, che segue quello di Kibera, Cittadinanza è in grado di aiutare oltre 170 bambini e bambine che attraverso diagnosi appropriate possono beneficiare di fisioterapia, logopedia, visite mediche, programmi nutrizionali, tutti servizi personalizzati sulle loro esigenze.
Ad accompagnare Maurizio Focchi e il direttore di Cittadinanza, Alessandro Latini, a Nairobi eravamo un bel gruppo: oltre a me, c’erano: Alessia Valducci, presidente di Valpharma Group con il marito Andrea Ridolfi, Simona Bianchini, ceo di Myo, Cristina Zani imprenditrice e Emanuela Meschiari, medico di Modena. Insieme abbiamo visto coi nostri occhi cosa significa per le mamme e i loro bambini con disabilità di Nairobi avere dei servizi a loro dedicati.
“Sono partita piena di speranza e coraggio e di desiderio di conoscere e torno ancora più ricca. Ci sono stati momenti difficili nei quali avresti voglia di cambiare il mondo, ma purtroppo il mondo non si cambia così velocemente – racconta Alessia Valducci-. Vorremmo portare giustizia, togliere la povertà, la malattia, abbiamo guardato negli occhi donne in grave difficoltà. Cittadinanza sta cambiando questi paradigmi”.
Un’esperienza che ha portato noi viaggiatori a incontrare le povertà e i disagi più estremi, in un mondo lontanissimo dall’Occidente, dove i bambini e le bambine con disabilità sono considerati espressione del male, dove le madri sono lasciate sole, con altri figli, senza lavoro, con una lamiera come tetto di casa, in zone dove non esiste acqua potabile, le fogne sono a cielo aperto, le strade di terra discariche.
Cittadinanza ha permesso loro di rivolgere uno sguardo a chi non può crescere, mangiare, andare a scuola. L’impegno della onlus dimostra che si può tendere una mano a chi più ne ha bisogno e con la volontà di aiutare si abbattono muri, ma soprattutto si costruiscono: sono i muri del nuovo centro Paolo’s Home, la nuova casa dei bambini e bambine con disabilità e delle loro famiglie di Riruta.
Patrizia Lancellotti
(Viaggiatrice e volontaria di Cittadinanza Onlus)
Alcune foto dell’inaugurazione
Il nuovo centro è stato realizzato anche grazie al contributo della Fondazione Prosolidar a cui è stata dedicata una targa all’interno della struttura (vedi foto sotto)!


