Un seminario organizzato da Cittadinanza Onlus e l’Ausl Romagna
“Quali sono i bisogni di salute mentale della popolazione etiope dell’area di Wolisso (Etiopia)? In che modo Cittadinanza Onlus e AUSL Romagna stanno cercando di supportare servizi ospedalieri e territoriali?
Quanti sono i tentativi di suicidio registrati presso l’ospedale St. Luke di Wolisso, specie tra le giovani donne, e quali i fattori di rischio maggiormente associati?
Quali le rappresentazioni del fenomeno socialmente e culturalmente condivise dalla comunità locale?”
Questi sono alcuni degli interrogativi affrontati nel corso del seminario “Salute mentale in Etiopia – Formazione, ricerca e scambio di pratiche”, che si è tenuto a Rimini il 27 maggio 2025.
Sotto la conduzione dei Dott. Andrea Melella e Valentina Graziosi (volontari e membri del Comitato Scientifico di Cittadinanza), si sono alternate le voci di professioniste e professionisti impegnati nel progetto.
Alessandro Latini, direttore di Cittadinanza, ha presentato Cittadinanza, organizzazione impegnata a sostegno della salute mentale in contesti di povertà da oltre 25 anni. Ha poi illustrato la genesi dell’impegno in Etiopia a partire dall’incontro con Medici con l’Africa CUAMM, il contesto di Wolisso e dell’ospedale St. Luke (che serve potenzialmente un’area in cui vivono oltre un milione di abitanti), lo sviluppo dei progetti realizzati dall’associazione con il contributo della Regione Emilia-Romagna e l’avvio della collaborazione con AUSL Romagna, con referenti di Rimini, Forlì e Ravenna.
Il Prof. Stefano Caracciolo, già ordinario di Psichiatria Clinica presso l’Università di Ferrara, ha raccontato la propria esperienza nell’ambito del progetto europeo “Joint European Initiative to strengthen the medical specialization in Ethiopia” di supporto alla formazione universitaria in Etiopia, a partire dal quale saranno presto implementate anche attività formative sulla salute mentale rivolte al personale non specializzato che opera nei centri di salute territoriali.
Le Dott.sse Simona Di Marco e Monica Pacetti, psichiatre presso i CSM di Rimini e Forlì, hanno illustrato il percorso di supporto e affiancamento al personale dell’ambulatorio di salute mentale dell’ospedale St. Luke di Wolisso, che le ha viste impegnate prima a distanza e poi in loco nel corso di 3 brevi missioni. Nell’ultimo periodo, in particolare, Di Marco e Pacetti si sono dedicate all’analisi delle procedure di gestione dei casi di violenza di genere riferiti in ospedale, per individuare criticità, buone pratiche in uso presso altri ospedali, risorse da valorizzare per migliorare il servizio erogato al St. Luke. Nel corso delle missioni precedenti era infatti emersa un’alta frequenza di tentativi suicidari tra la popolazione femminile, fenomeno che si è scelto di approfondire tramite una ricerca sul campo, affidata al responsabile dell’ambulatorio di salute mentale del St. Luke, Sintu Wijira, infermiere specializzato in psichiatria con un master in epidemiologia.
Lo stesso Wijira, in videocollegamento da Wolisso, ha presentato metodologia e risultati della ricerca, che evidenzia come la maggioranza delle persone ricoverate in pronto soccorso e successivamente inviate all’ambulatorio per un tentato suicidio sia costituita da giovani donne.
Lo studio ha evidenziato un’alta prevalenza di tentativi di suicidio tra i pazienti psichiatrici dell’area di riferimento, con una frequente occorrenza degli episodi all’interno del contesto domestico. I metodi più comuni – avvelenamento, impiccagione e sovradosaggio di farmaci – sono potenzialmente prevenibili, e in molti casi l’intervento dei familiari ha impedito l’esito fatale del gesto. I principali predittori indipendenti dei tentativi di suicidio sono risultati: disturbo depressivo maggiore e altri disturbi psichiatrici (ad esempio ansia, disturbi psichiatrici dovuti a malattie mediche, disturbi somatoformi, distimia, disturbi della personalità e disturbo dell’adattamento), disturbi da uso di alcol e dipendenza da nicotina, storia familiare di malattia mentale, età giovanile, durata della malattia compresa tra 3 mesi e 2 anni (fase sub-acuta).
Alla luce di questi risultati, si rende urgente il rafforzamento dei servizi di salute mentale nelle strutture sanitarie di emergenza, unitamente alla formazione del personale, all’estensione dei servizi nelle aree rurali, al potenziamento dei sistemi di riferimento e all’implementazione di programmi efficaci di screening per tentativi suicidari e disturbi da abuso di sostanze. Tali interventi devono essere integrati in una più ampia strategia di salute pubblica e sostenuti da politiche adeguate e mirate alla prevenzione.
Alla presentazione hanno fatto seguito le domande e gli interventi dei responsabili del Dipartimento di salute mentale di Rimini, medici, infermieri ed educatori presenti in sala e collegati da remoto.
Il seminario è stato realizzato nell’ambito del progetto CORE – NURTURING CARE, NUTRITION, WOMEN’S ECONOMIC EMPOWERMENT AND MENTAL HEALTH IN ETHIOPIA, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, realizzato insieme a AUSL Romagna, gruppo CUAMM Modena-Reggio Emilia, CEFA onlus, Comuni di Ravenna e Santarcangelo, St. Luke Catholic Hospital (Etiopia) e VCBRA association (Etiopia)” Le attività di Cittadinanza onlus a favore della salute mentale in Etiopia hanno beneficiato anche del supporto dell’Associazione Campo Lavoro Missionario (RN).

